L'anno che verrà: si profila uno spiraglio luminoso per l’economia del nostro Paese

Crisi e disoccupazione sono parole che nel 2014 pronunceremo sempre meno. Si profila uno spiraglio luminoso per l’economia del nostro Paese.

Le previsioni ISTAT parlano di lieve ripresa per il 2014: se il PIL del 2013 ha visto un calo dell’1,8%, quello del Nuovo Anno si ipotizza ad un +0,7%. Un modesto segnale che tuttavia alimenta la speranze delle piccole medie imprese italiane e soprattutto dei lavoratori e consumatori del BelPaese. Molte aziendegioiello italiane sono state vendute o svendute a colossi stranieri, ma 240 marchi internazionali sono stati acquisiti negli ultimi 5 anni da imprenditori del nostro territorio. Un segno di vitalità ed intraprendenza che non va trascurato e che prelude a periodi positivi per l’economia nostrana; non sarà facile riassorbire milioni di disoccupati e presentare un programma credibile a quel 40% di giovani alla ricerca di un impiego, ma qualcosa si sta muovendo. Gli “assi in tasca” per la ripresa sono sicuramente tre: • Un sistema creditizio nuovamente aperto a tutte le categorie sociali, in grado di fornire prodotti e servizi adeguati anche a chi non è coperto da contratti di lavoro stabili ma intende approcciare l’ambito acquisto di una prima casa, ed è capace di riconoscere, in un panorama mutato ma sicuramente meno confuso di qualche anno fa, le aziende in grado di sostenere e sviluppare la domanda di mercato e quelle in via di estinzione. • Una flessibilità degli impieghi che consenta di non vivere come un punto di arrivo soltanto il “tempo indeterminato” ma anche un lavoro a termine, purché adeguato in termini economici e di contenuti professionali. L’adattabilità e la capacità di reagire da parte della forza-lavoro, a qualsiasi livello, sarà la chiave vincente che consentirà al sistema industriale di investire nonostante l’instabilità dei mercati e dei clienti, e di restare competitivo in termini di capacità produttiva anche nei picchi, positivi o negativi. • L’ingegno e le idee di chi vuole partire con una nuova avventura imprenditoriale. Molte realtà fondamentali per il nostro sistema socio-economico sono nate proprio in tempi di crisi, per supportare i nuovi bisogni delle persone (si pensi al mondo dei servizi ai bambini e agli anziani, sempre più soli nell’affanno della quotidianità dei loro familiari); molti Paesi sono stati esplorati in termini di export, con grandi soddisfazioni, proprio nel momento in cui il mercato domestico non rendeva più. In estrema sintesi, è più che mai attuale il “siate affamati, siate folli” del grande Steve Jobs: si imporrà una nuova cultura del merito, che emerge dagli errori del passato, dalle macerie della crisi, dalla volontà di ripartire e di credere in un nuovo scenario economico del quale essere protagonisti. Siamo pronti, tutti, ad affrontare le sfide dell’Anno che verrà… abbiamo di fronte a noi 12 mesi per raccontarlo.

Tratto da: Dentrocasa gennaio 2014

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