Orizzonti e Prospettive

2024, Nuovo Anno di sfide e cambiamenti. Via libera all’innovazione, all’efficienza, alla sostenbilità
 
Dopo un triennio (2020-2021-2022) caratterizzato da un evento pandemico senza precedenti, che ha determinato picchi di inattività e poi rapide riprese per il mondo economico e industriale, il 2023 doveva essere l’anno della stabilità e della ripartenza di processi normalizzati e di investimenti innovativi.
 
Tuttavia l’anno appena trascorso non ha registrato risultati complessivi così esaltanti, ed anzi sono stati monitorati andamenti controversi e altalenanti per molti settori. Il PIL 2023 è pari allo 0,7% con trimestri in calo che hanno messo a dura prova anche il rating del nostro Paese.
 
Terminano i grandi incentivi dedicati all’edilizia, settore trainante che porta con sé un indotto variegato e ad alto tasso di occupazione, e frena persino l’agroalimentare (-0,6% il valore aggiunto). 
 
Il turismo è tornato ai livelli pre-pandemici, con un incremento a doppia cifra rispetto al 2022 ed un ritorno massivo dei turisti stranieri nel nostro Paese.
 
La scia dell’impennata dei costi delle utenze di gas ed energia ha portato con sé significativi aumenti strutturali che si riverberano per gli anni successivi, ed anche i costi di alcune materie prime chiave (quali carta e plastica) rimangono sostenuti, costringendo le aziende di trasformazione ad investire meno del previsto per far fronte alla spesa corrente.
 
L’impulso alla digitalizzazione sta semplificando alcune procedure, ma non è ancora visibile e quantificabile un risparmio di spesa commisurato agli investimenti degli ultimi anni da parte delle aziende, pubbliche e private.
 
Altra spinta economica avrebbe dovuto arrivare dagli ingenti fondi PNRR, che - nell’intento del legislatore - avrebbero dovuto incidere in modo significativo sulle opere pubbliche, con conseguente impatto positivo sui fornitori coinvolti, e sull’occupazione. 
 
Il programma presenta delle criticità, e non tutti i progetti sono in linea rispetto al cronoprogramma condiviso con le Istituzioni Europee, dunque la portata dei fondi non incide ancora in modo significativo sull’economia reale, ed è ad ogni modo poco focalizzata sulle imprese del made in Italy.
 
In questo contesto storico, dunque, il 2024 si presenta come un anno poco prevedibile e dalle importanti incognite: il sistema industriale è indubbiamente in ripresa e sta operando a pieno regime, i mercati internazionali sono aperti sia per l’import sia per l’export, si respira un clima di cauto ottimismo sui mercati finanziari, e i consumi – nonostante tutto – sono sostenuti.
 
La vera sfida sarà orientare le produzioni in una logica di sostenibilità, sul piano economico, sociale, ambientale, organizzativo, e confermare o accrescere la quota di mercato nei segmenti di appartenenza.
 
Un tema chiave per l’anno appena avviato è legato alle risorse umane, che in alcuni ambiti (pensiamo alla sanità o all’informatica) scarseggiano sia sul piano dei numeri sia su quello delle competenze specifiche richieste dal contesto, esterno ed interno.
 
Un dato da tenere sotto controllo sarà indubbiamente legato alle spese di struttura, relative alle utenze, alle manutenzioni programmate, alle assicurazioni. Altro costo di rilievo è relativo alla logistica: trasporti, stock di magazzino, catena distributiva rappresentano nodi nevralgici nel passaggio da azienda a retailer a cliente finale e debbono essere gestite con efficacia ed efficienza.
 
Il focus sul prodotto, sul design, sul packaging e sull’innovazione continua necessaria soprattutto per chi opera in nicchie profittevoli di mercato non va mai trascurato: il rapido accesso alle comunicazioni via web e via social consente al cliente di maturare conoscenze di prodotti e servizi in modo rapidissimo, con opportunità di confronto fra caratteristiche e prezzi di diversi articoli. È dunque fondamentale anche operare in modo oculato le scelte di marketing, per colpire il consumatore con i messaggi giusti e informazioni chiare ed esaustive.
 
Speriamo quindi in prospettive positive per questo Nuovo Anno, che permettano di valorizzare il grande lavoro di imprese e collaboratori. Nel segno dell’innovazione, della sicurezza, della sostenibilità: che non siano solo slogan ma programmi concreti e completi.
 
 
 
Tratto da: Dentrocasa gennaio 2024