Misurare e valutare: come, quando, perché

Nelle aziende pubbliche e negli enti pubblici torna l’innovazione organizzativa

Le incertezze e turbolenze degli ultimi anni, fra emergenza sanitaria ed economica, hanno sospeso in molte aziende i progetti di innovazione organizzativa e di ottimizzazione dei processi, per concentrarsi sulla produzione, sulle vendite e sul contenimento dei costi, diretti e indiretti.

Il 2023 appare invece come un anno di maggiore slancio progettuale, con la ripresa di metodi e strumenti manageriali, temporaneamente accantonati per dare spazio alla gestione delle urgenze e dei picchi di attività, poco pianificabili.

Le numerose defezioni e dimissioni, i repentini cambi di azienda e di mansione, le difficoltà nel selezionare profili in linea con le esigenze delle imprese e con le richieste del mercato, delineano la necessità di curare in modo particolare il benessere delle risorse umane nell’ambiente lavorativo.

Ritorna dunque ai vertici delle priorità aziendali il tema dell’incentivazione del personale, indirizzato verso nuovi obiettivi, di più ampio respiro, in un orizzonte annuale e, a volte, triennale.

I moderni sistemi di valutazione, detti alla anglosassone MBO (management by objectives), sono in genere suddivisi in due sezioni: la prima, chiamata performance organizzativa, è relativa ai risultati attesi dall’azienda nel suo complesso, declina gli obiettivi economico-finanziari o include progetti trasversali che coinvolgono tutte le aree e funzioni; la seconda è la performance individuale, con target specifici per funzione, per struttura, per centro di responsabilità o per il singolo manager.

Questa seconda sezione permette di valutare obiettivi quantitativi, da un lato, ed attitudini e comportamenti, dall’altro.

Il valutatore esprime dunque i propri giudizi, in netta misura non discrezionali e supportati da dati ed indicatori, si confronta con i propri collaboratori periodicamente, sia nella fase iniziale di assegnazione degli obiettivi, sia nel verificarne periodicamente l’andamento.

I colloqui valutatore-valutato sono dei momenti fondamentali, concreti e non formali, nel percorso di performance annuale e vanno affrontati con tempi e modalità opportune, chiarendo qualsiasi dubbio rispetto ai risultati attesi e agli strumenti e risorse a disposizione per raggiungerli, ed eventualmente ritarando e ripianificando in corso d’anno le fasi di lavoro nel dettaglio.

Tali sistemi, oltre a garantire equità e trasparenza, consentono di premiare le figure chiavi ed individuare gli alti potenziali, cui proporre percorsi formativi e di carriera.

Il principio di meritocrazia si applica anche agli enti pubblici che, dal 2009, sono tenuti per legge ad applicare i criteri di valutazione a tutti i dirigenti e ai dipendenti: i premi annuali, detti retribuzione di risultato, sono commisurati, anche in questo caso, agli obiettivi dell’organizzazione e a quelli del singolo.

La sezione individuale dedicata ai comportamenti include, in particolare, parametri quali il problem solving, la capacità decisionale, l’efficiente gestione dei collaboratori e delle risorse strumentali.

Il quadro completo dell’annualità si completa entro il giugno dell’anno successivo, consentendo all’organismo preposto di validare il raggiungimento dei risultati e al vertice politico-amministrativo di approvarli, erogando quindi a ciascuno il relativo premio.

Oltre all’incentivo monetario, possono essere previsti altri benefit, o altre modalità di gratificazione, quali corsi di formazione o l’inserimento in progetti trasversali e innovativi.

I benefici del sistema premiante sono ben chiari, ma non sono da trascurare le potenziali insidie: soprattutto nei sistemi pubblici, in cui definire gli obiettivi non è semplice, la differenziazione dei giudizi non è sempre accettata e talvolta manca un dialogo proficuo e costante fra valutatori e valutati.

È una progressiva consapevolezza, tecnica e soprattutto culturale, a determinare il cambiamento, instaurando una cultura meritocratica che migliori nel tempo l’organizzazione e i suoi componenti.

Non più intesa come pagella e controllo, ma come leva competitiva e strumento manageriale, la valutazione diventa dunque un nuovo linguaggio di comunicazione all’interno delle aziende e degli enti, e sostiene la spinta verso l’innovazione e il cambiamento, positivo e continuo, con uno sguardo attento e consapevole verso il futuro.

 
 
Tratto da: Dentrocasa aprile 2023