Dai matrimoni vip agli eventi immersivi: nuove opportunità per turismo, imprese e professionisti
Chi non ricorda il celebre film con Mastroianni e la Loren?
Gli iconici personaggi, la popolana Filomena Marturano e il suo storico amante-padrone Domenico, fra inganni, litigi e riconciliazioni, convolano a nozze, circondati dai tre figli, sufficientemente educati ed astuti da supportare i desideri di mamma e da rendersi graditi al (probabile ma non certo) abbiente papà.
Parafrasando il titolo del film, l’Italia è diventata il Paese del sì, le mete scelte dagli sposini stranieri per celebrare il grande giorno: ogni anno si registrano oltre 29.000 matrimoni con almeno uno sposo straniero (16% del totale) di cui 16.000 fra coppie di turisti provenienti da Stati Uniti, Europa, Asia.
Fra le mete più gettonate, città d’arte, borghi e paesaggi di lusso: in primis la Toscana, location d’elezione per il 20% delle nozze fra stranieri, celebrate fra Firenze, colline del Chianti, Siena e Pienza; segue la Lombardia, fra Milano e il lago di Como, quindi la Campania, con la Costiera Amalfitana, scenario spettacolare con Amalfi, Ravello, Sorrento a farla da padroni; non è da meno Venezia, ove quotidianamente si vedono sposi in cammino fra ponti, calli e campielli, e naturalmente Roma, con il suo patrimonio storico e culturale a far da sfondo a sfarzosi ricevimenti; Puglia e Sicilia sono mete in crescita e in continua riscoperta, grazie anche alla filmografia ed al richiamo mediatico dei matrimoni vip delle celebrities. Le nozze milionarie delle star internazionali, da Jeff Bezos a George Clooney, sono state un volano per l’economia locale, rendendo iconici e ricercatissimi i luoghi e i protagonisti di un vero e proprio spettacolo, meno intimo e più mediatico.
Guardiamo dunque ai numeri: l’indotto generato da questi eventi è pari a 1,1 miliardi di euro annui, con valori medi vicini ai 70.000 euro di spesa, per circa 65 invitati. Oltre alle tradizionali spese, fra catering ed abiti, fiori e bomboniere, celebranti e fotografi, le “nozze internazionali” si avvalgono di ulteriori servizi che generano business e conoscenza del nostro territorio: ospitalità e pernottamenti per gli invitati, noleggio di location esclusive (ville per il 26%, residenze storiche per il 13%, castelli per il 10%, e poi borghi, agriturismi, paesaggi rurali chic), logistica interna (dalle auto con conducente ai mezzi acquatici, sino agli elicotteri), enogastronomia tipica e professionalità dedicate, dall’wedding planner al cuoco stellato, sino al tecnico dei droni. Un matrimonio su due viene infatti organizzato da un operatore specializzato, che offre supporto totale e funge da regia per ogni esigenza degli sposi e dei loro ospiti: presenta infatti una tariffa fissa, definita sulla base della complessità e della durata dell’evento oppure una percentuale fra il 10 e il 15 percento del budget complessivo; i planner di fama internazionale hanno sviluppato competenze complesse e specifiche, dalla conoscenza delle lingue a quella delle norme internazionali, dal governo della logistica alla gestione di preventivi e fatturazioni.
L’opportunità è importante, e il settore sta diventando maturo e ben organizzato: l’wedding tourism diventa un segmento rilevante, che conta 75.000 aziende e operatori specialistici e diventa un moltiplicatore di lungo periodo, generando nel tempo oltre 4,1 milioni di presenze in Italia. Si tratta di fatto di esperienze immersive, che non durano un giorno soltanto, ma mediamente 3-4 giorni, fra feste, degustazioni, gite ed esplorazione del territorio.
Il business è evidentemente stagionale: a maggio, giugno, luglio si svolge il 52% degli eventi, caratterizzati da elementi scenografici ed originali, quali i matrimoni in vigna o in costume storico, medievale o rinascimentale. Spesso si scelgono i matrimoni simbolici, che risultano oltre il 65% delle celebrazioni, e sono scambi o rinnovi di promesse senza una ufficialità burocratica, più semplici da organizzare rispetto ai riti civili o religiosi svolti precedentemente o successivamente nei Paesi di origine.
Nuovi scenari e nuove tendenze che rendono ancor più il nostro Paese meta e mito.
Tratto da: Dentrocasa luglio 2026





