Formati e informati

“La competitività di un Paese non inizia nelle fabbriche o nei laboratori di ricerca, ma nelle scuole” Henry Ford

La formazione universitaria è in profonda evoluzione: nell’anno accademico 2024/2025 per la prima volta si è superata la soglia dei 2 milioni di studenti iscritti ai corsi di laurea triennali, magistrali o a ciclo unico.

Ogni anno si registrano circa 330 nuove immatricolazioni, con una crescita costante del 5%.

Fra i principali fenomeni si osserva il boom delle università telematiche, i cui studenti sono cresciuti del 19% negli ultimi due lustri.

Il panorama italiano conta oltre 30 istituzioni universitarie private, ovvero non statali e legalmente riconosciute, fra le quali vi sono 11 atenei che svolgono corsi esclusivamente in modalità online. Rilasciano titoli di studio equivalenti a quelli pubblici e presentano tasse generalmente superiori, a partire dai 2 mila euro annui siano ad oltre 25 mila.

I settori di punta sono rappresentati da quello economico (15,2%) e dall’area medico-sanitaria (12,3%) ed è significativo l’incremento delle discipline STEM, in particolare ingegneria industriale e dell’informazione ed altri rami scientifici guidati dalle opportunità dell’intelligenza artificiale.

Si segnala inoltre una parziale rivalutazione dell’area umanistica, indirizzata allo sviluppo di soft skills e competenze trasversali, destinata a professioni nell’ambito della formazione, delle risorse umane e della gestione organizzativa.

Le direttive del Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) promuovono peraltro l’orientamento sempre più precoce per gli studenti delle scuole superiori, che sin dal primo biennio sono interessati alle fiere in cui gli atenei presentano i propri siti e programmi, con uno sguardo agli sbocchi occupazionali più solidi e a quelli più innovativi. Gli studenti utilizzano anche i canali web, oggi ricchissimi di informazioni ed esaustivi rispetto ai processi di ammissione, che oggi sono, ove possibile, sempre più anticipati: i test di ingresso possono essere svolti prima della maturità, talvolta anche al penultimo anno di scuola superiore. Ciò consente al sistema scolastico, alle famiglie e ai ragazzi di organizzarsi dal punto di vista economico e logistico.

Il tema degli alloggi è purtroppo fortemente critico, in particolare nelle grandi città: a Milano e Roma sono polarizzati atenei e studenti, seguono Bologna, Torino e Napoli. Nella capitale vivono oltre 300.000 giovani universitari, oltre 210.000 frequentano le facoltà meneghine.

La carenza di posti letto destinati ai ragazzi è costantemente mappata: la domanda supera l’offerta e i valori in gioco nei capoluoghi di Lazio e Lombardia sono elevatissimi, si parla di oltre 600 euro mensili di affitto per una camera singola, anche in zone periferiche. Si delinea dunque una vera e propria emergenza abitativa, affrontata tramite strumenti quali canoni concordati e formule di garanzia per gli affitti, ampliamento di studentati e residenze dedicate ai giovani, borse di studio e sussidi per i più meritevoli.

Un fenomeno da osservare è anche la crescita di studenti internazionali che scelgono l’Italia per la loro formazione universitaria: oggi sono 110 mila, e rappresentano il 4,8% del totale degli immatricolati.

In particolare cresce la percentuale degli asiatici, pari al 36% degli universitari che dall’estero si trasferiscono nel BelPaese per conseguire la laurea.

L’esodo dei nostri ragazzi che decidono invece di intraprendere un percorso di studi oltreconfine (laurea triennale o master) si stima invece in circa 17mila unità che diventano 77mila se si includono anche i trasferimenti per progetti Erasmus, prevalentemente nel Regno Unito, in Spagna e in Germania.

Questa grande occasione di cultura, integrazione, sviluppo delinea nuove complessità e scenari da gestire, per rafforzare l’offerta formativa del Paese senza perdere competitività ed organizzando in modo strutturato e strutturale la logistica delle città universitarie.

Il beneficio nel lungo termine non tarderà ad arrivare: formare oggi profili di eccellenza garantirà lo sviluppo sostenibile di domani.

Tratto da: Dentrocasa giugno 2026

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