Un diamante è per sempre, o quasi

Un diamante è per sempre, o quasi

Flessione per il mercato dei preziosi, bene rifugio nell’attuale scenario geopolitico

Nel film “Gli uomini preferiscono le bionde” una sensuale Marilyn Monroe cantava “I diamanti sono i migliori amici delle donne”. ​

Il classico anello con solitario suggella l’amore ed è promessa di matrimonio, ma rappresenta anche un dono prezioso ed ambìto in tante altre ricorrenze e circostanze. ​

Il diamante nell’anello di fidanzamento divenne una tradizione nel 1477, quando l’Arciduca Massimiliano d’Austria donò un anello con diamanti a Maria di Borgogna. ​

Il termine “diamante” probabilmente deriva dal greco “adamas”, che significa invincibile, e dal latino medievale “diamas”. ​ È una pietra caratterizzata da durezza, conducibilità termica, resistenza e purezza, che nell’antichità si credeva sprigionasse poteri magici, guarisse dai veleni ed allontanasse dèmoni e bestie feroci. ​

È la gemma più dura conosciuta dall’uomo, è caratterizzata da una composizione semplice – il carbonio, come la grafite della matita – ed ha un punto di fusione di 6.900 gradi Farenheit. ​

I parametri di riferimento nella valutazione di un diamante sono le famose quattro C: Carat (carati ovvero il peso della pietra), Colour (colore, dal bianco eccezionale al bianco sfumato), Clarity (caratteristiche interne, ovvero la purezza del prezioso), Cut (taglio, ossia la simmetria, le proporzioni e la levigatura). ​

I principali Paesi ove si trovano i giacimenti di diamanti grezzi sono l’Australia, lo Zaire, il Botswana, la Russia e il Sud Africa, ma solo il 50% delle pietre estratte sono destinate alla gioielleria. ​

Nonostante l’indiscusso fascino, negli ultimi tempi tuttavia si registra una flessione nei volumi di acquisto, una netta diminuzione dei prezzi: -34% per i diamanti naturali di 1 carato e -49% per i diamanti da 2 carati. ​

La tendenza sembra derivare da un eccesso sul mercato di pietre coltivate e di diamanti di laboratorio: tali prodotti sintetici costano dal 60 all’85% in meno rispetto ai loro equivalenti naturali, e risultano di interesse soprattutto per i giovani, che cercano il lusso accessibile e non ostentato, attraverso Anche le grandi case del lusso puntano sulle creazioni con preziosi artificiali, generando un giro d’affari annuo di 27 miliardi di dollari, che si stima in raddoppio nel prossimo decennio.

Uno dei temi a sostegno di tale commercializzazione è la sostenibilità: si punta sulla salvaguardia del pianeta e delle sue risorse, e sulla realizzazione artificiale dei (meno) preziosi. ​

Tratto da: Dentrocasa Maggio 2025

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